CASTIGLIONE
Fu proprio su questo promontorio, a ridosso di un fosso, così ben naturalmente difeso e così ben messo da dominare la valle circostante, che gli antichi scelsero il luogo per la costruzione del castrum di Castiglione in Teverina. Il castello e tutta la fortificazione fu probabilmente voluta dalla famiglia dei Monaldeschi, allora signori di Orvieto con i quali il borgo condivise le alterne vicende che la coinvolsero direttamente proprio per la sua posizione strategica tra Viterbo e la città umbra.
La prima notizia certa di questa rocca risale al 1323 quando il Castrum viene menzionato, per la prima volta, nei Capitoli della Carta del Popolo di Orvieto. La definizione di Castrum lascia intendere l’esistenza, già da allora, di una fortificazione. Dalla metà del 1300 quindi Castiglione rimase nelle mani delle diverse fazioni della Famiglia Monaldeschi: era stato separato infatti dalle altre proprietà di Orvieto e nello stesso periodo fu oggetto di una importante rafforzamento della fortificazione contemporaneo alla avvenuta distruzione del vicino castello di Paterno ad opera degli stessi Monaldeschi. Sia la necessità di concentrare la popolazione rurale in luoghi sicuri, sia la vicinanza con gli scali del Tevere, collegato con i maggiori centri del territorio, garantirono ancora l’attenzione dei signori del tempo per Castiglione in Teverina. Il primo feudatario di cui si abbia notizia certa è Berardo di Corrado Monaldeschi della Cervara e rimase nelle mani della casata almeno sino al 1487 anno nel quale l’ultima erede sposò un membro della famiglia Savelli. Quet’ultima ne tenne il possesso fino all’inizio del XVI secolo quando la proprietà del Borgo passò definitivamente ai Farnese, nell’ambito della loro politica espansionistica nella zona. Non durò a lungo e Castiglione subì nei tempi successivi il sacco dei soldati imperiali, per tornare poi sotto l’egida della Chiesa nel 1552
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A cura di: Cesare Corradini








