BAGNOREGIO
Bagnoregio, l'antica secondaria borgata di Rota, è una tranquilla cittadina allungata su uno sperone tufaceo tra due profondi "solchi", il Rio Chiaro e il Rio Torbido a 484 mt s.l.m.. Il nome Balneum Regis, corrotto poi in Bagnorea e ripristinato, con decreto regio, nella forma originaria italianizzata solo nel 1922, deriva dalla presenza delle acque termali connesse con il vulcanismo volsinio. La leggenda vuole che Desiderio re dei Longobardi la battezzasse con tale nome, perchè guarito da una grave malattia proprio grazie alle acque che scaturivano dalla città; ma un documento del '600, una lettera scritta da Gregorio Magno, riguardante la nomina del vescovo della città, cita il toponimo Balneum Regis, dunque già in uso prima della dominazione longobarda. E' comunque probabile che il nome derivi dalla presenza di acque termali dalla particolari proprietà terapeutiche.
PERCORSO ARTISTICO
Si accede al centro storico attraverso Porta Albana, costruita nel 1589 su progetto attribuito all'architetto orvietano Ippolito Scalza. Nel 1906 il profondo fosso delle "Renare", scavalcato da un ponte attraverso il quale si giungeva alla porta principale di accesso alla contrada, venne condottato, riempito e vi fu creato l'attualelargo Trento e Trieste per dare alla città un più comodo accesso. In quell'occasione l'ing. Torquato Cristofori, chiamato a redigere il rpogetto, suggerì di spostare di 10 metri circa verso occidente l'antica porta affiancandolada nuove mura merlate. In un'epigrafe marmorea apposta nella parte posteriore della porta venne lasciata la memoria di tale opera. Nel 1922, resesi necessari più spazi per il transito degli automezzi , vennero fatte demolire le mura merlate, rimanendo così la porta isolata al centro delle due corsie di scorrimento.
Alla destra della porta Albana è l'ottocentesca chiesetta di S.Bonaventura, dalla facciata neoclassica. Anticamente, sul luogo ove oggi sorge il tempietto, vi era un'altra chiesa parrocchiale dedicata a S.Angelo. Dal momento in cui questa fu acquistata dalla Ven Compagnia di S.Bonaventura (1632) , fu chiamata chiesa di S.Bonaventura. Essendo molto mal ridotta, nel 1856 la Ven. Compagnia approvò il progetto di restauro sottopostole da Mons. Brinciotti e redatto dall'architetto Pietro Gagliardi. All'interno della chiesa è custodita una bella tela di Giuseppe Cades raffigurante S.Francesco che prega la Vergine per il piccolo S.Bonaventura (1796). Sulla destra ci è l'antico affresco raffigurante la Madonna del Popolo. Dietro l'altare maggiore è custodita la tela raffigurante il Sacro Cuore di Gesù e S.Bonaventura, eseguita dal pittore Fra Silvestro dei Carmelitani Scalzi nel 1874 in occasione del sesto centenario della morte del Santo Patrono.
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CIVITA DI BAGNOREGIO
Civita era una delle tre contrade, la principale, che insieme a Rota e Mercato, formava l'antica città di Bagnoregio. Mercato, ora Mercatello era la borgata di mezzo, per un certo periodo anche sede del Comune; Rota, ora Bagnoregio, era la borgata secondaria. Rota, Bagnorea, dopo il disastroso terremoto del 1695 avrà il primato civile e religioso su Civita e Mercatello. Nel 1922, con decreto regio, Bagnorea riprende l'antico nome di Bagnoregio. Le più antiche tracce della presenza umana nell'area di Civita appartengono ad epoche preistoriche I ritrovamenti archeologici di vari uensili e armi, se pur poco numerosi, documentano come questi luoghi fossero abitati in epoche remote.
A cura di: Giovan Battista Crocoli







